Ascensore esterno - Fabrica Ascensori
Leggi qui le principali norme in tema di installazione di ascensori, quali sono i costi da sostenere e quali procedure burocratiche occorre affrontare!
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Ascensore esterno

Ascensore esterno

Ascensore esterno: come installarlo e quanto costa

I costi e i requisiti per installare un ascensore esterno

L’ascensore è un impianto che migliora il comfort dell’intero condominio, risultando utile per coloro che abitano ai piani superiori e praticamente indispensabile per la tutela e autonomia degli anziani e delle persone con mobilità ridotta. Installare un ascensore in un condominio che ne è sprovvisto è sicuramente un’operazione complicata ma redditizia. La sua messa in opera, infatti, oltre a incrementare decisamente la vivibilità nel palazzo, permette ai proprietari degli appartamenti di aumentare il valore e la vendibilità degli stessi.

L’ascensore può essere installato anche successivamente alla costruzione dell’immobile, procedura consentita nella maggior parte dei casi, a patto di risultare in linea con le regole esistenti. Per ridurre le problematiche in termini di spazi il consiglio è quello di orientarsi su un modello esterno: non si va a occupare alcun volume dentro la struttura, si migliora il design della facciata del palazzo e si può godere di una splendida vista panoramica qualora si scelga un prodotto in vetro. In molti casi è persino possibile modificare gli eventuali gradini per l’accesso al portone, semplicemente montando l’ascensore proprio dove parte la scala.

Pensare all’installazione di un ascensore esterno in questo momento è sicuramente un’ottima scelta: con i vari bonus accessibili in Italia è possibile installare l’ascensore a prezzi convenienti o addirittura gratuitamente.

Qual è la normativa di riferimento in materia?

Per quanto riguarda gli ascensori in generale, le principali norme che ne regolano l’istallazione sono la direttiva ascensori 95/16/CE poi aggiornata nella 2014/33/UE, il decreto ministeriale 236/89, il DPR 162/1999, il decreto 101/2015, il DPR 23/2017, le normative europee EN 81-20 ed EN 81-50 e alcune sentenze della Cassazione. Sono diversi i parametri e i vincoli da rispettare, i quali concernono vari aspetti, come ad esempio le dimensioni e le superfici minime di cui la struttura deve disporre.

Nell’edilizia pubblica, in particolare per quanto riguarda strade e marciapiedi, inoltre, si può notare la mancanza di percorsi per ipovedenti e di segnalatori acustici ai semafori.

Per gli edifici residenziali di nuova fabbricazione è stabilito che l’abitacolo debba avere una dimensione minima in profondità di 1,30 metri e che non debba possedere una larghezza inferiore ai 95 centimetri. La piattaforma di fronte alle porte, inoltre, deve misurare almeno 150×150 centimetri. Per tutte le strutture di vecchia costruzione in cui non sia possibile per motivi tecnici installare cabine delle già menzionate dimensioni, la legge imporrebbe che la cabina non sia inferiore a 120 centimetri di profondità e a 80 centimetri di larghezza, mentre la piattaforma davanti le porte deve misurare almeno 140×140 centimetri. Nel caso di edifici esistenti, il professionista può comunque proporre impianti di misura inferiore, anche molto piccoli che però non sono idonei ad abbattere le barriere architettoniche. In caso di nuove costruzioni, le porte devono essere a scorrimento automatico, fattore che ne migliora decisamente la fruibilità.

Per gli immobili da adeguare, invece, sono ammissibili i modelli ad anta incernierata: è necessario, nel caso della eliminazione delle barriere, che il sistema di apertura sia di tipo automatico. Lo stazionamento dell’abitacolo ai piani di fermata deve avvenire mentre le ante sono chiuse e deve essere presente una doppia bottoniera per i comandi, una interna e una esterna, con pulsanti contenenti scritte in Braille, così da assecondare le esigenze degli utenti non vedenti.

È obbligatorio che sia installata una luce dentro l’abitacolo con autonomia minima di tre ore in caso di assenza di energia elettrica e devono essere posti dei campanelli di allarme e un telefono o combinatore telefonico per poter comunicare con l’esterno qualora si verificasse un malfunzionamento con persone intrappolate in cabina. L’arresto può avere una tolleranza massima di due centimetri dal piano e deve avvenire tramite auto-livellamento.

Occorrono dei permessi?

Prima ancora di chiedere il permesso al Comune per l’autorizzazione dei lavori, bisogna procedere alle votazioni fra condomini. Le opere da eseguire, infatti, devono ottenere il consenso da parte della maggioranza degli intervenuti in sede di assemblea, a patto che le loro quote raggiungano almeno i 500 millesimi (maggioranza millesimale).

Dal punto di vista delle pratiche autorizzative, va depositata al Comune una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) prodotta da un tecnico competente: non bisogna, di conseguenza, richiedere un particolare permesso. Da presentare, inoltre, la domanda relativa alla pratica strutturale presso gli uffici del Genio civile, mentre è necessario, infine, nominare un professionista che segua lo svolgimento del lavoro dall’inizio fino alla consegna dello stesso. Dal momento della convocazione dell’assemblea all’inizio dei lavori occorrono generalmente due mesi di tempo, a cui si sommano le tempistiche relative all’installazione dell’ascensore, che variano a seconda del tipo di operazioni da compiere: anche in questo caso i tempi sono di due/tre mesi circa.

In quali casi non è consentito montare l’ascensore interno?

La realizzazione di un ascensore è sempre vietata qualora gli interventi realizzati rendano alcune parti comuni inservibili all’uso di almeno un condomino, ovviamente non includendo lo spazio occupato ex novo dall’impianto (es. pozzo scala). Non bastano come motivazione la necessità di effettuare ristrutturazioni del fabbricato oppure l’eliminazione delle barriere architettoniche, nemmeno in presenza di condomini affetti da disabilità. È obbligatoria, inoltre, la disponibilità di uno spazio che renda possibile l’installazione della cabina e di tutto ciò che occorre per il funzionamento del prodotto.

Se gli spazi non sono sufficienti, non sarà possibile procedere con i lavori. In quelle strutture in cui non è consentita la realizzazione di un ascensore interno, comunque, si può optare per diverse soluzioni: ricorrere a un ascensore esterno, installabile anche in un cortile condominiale; installare una piattaforma elevatrice, meno veloce e adatta fondamentalmente per colmare bassi dislivelli; orientarsi su un montascale, opzione che permette ai disabili e a coloro che hanno difficoltà di deambulazione di ottenere un valido aiuto.

È possibile accedere a delle agevolazioni fiscali?

La legge di Bilancio 2022 ha introdotto come nuova detrazione proprio quella inerente all’istallazione degli ascensori, con il fine di eliminare le barriere architettoniche. La percentuale detraibile è fissata nella misura del 75%, la quale copre sia il costo dell’ascensore, sia quello da sostenere per effettuare le opere, oltre ai costi dovuti allo smaltimento qualora si tratti di sostituzione di impianti preesistenti. La percentuale può raggiungere anche il 110%, ovvero quella del Superbonus: in questo caso è d’obbligo che l’installazione dell’ascensore sia subordinata a uno degli interventi trainanti stabiliti dal decreto Rilancio.

Il bonus, indipendentemente dalla percentuale di detrazione ottenuta, è accessibile a tutti i condomini che partecipano alla spesa e può essere ottenuto con tre modalità differenti: la detrazione IRPEF, lo sconto in fattura o la cessione del credito. Sono imposti dei limiti di spesa: 50.000 euro se si tratta di fabbricati unifamiliari e per le unità indipendenti situate in strutture plurifamiliari; 40.000 euro per ogni unità immobiliare facente parte di edifici composti da due a otto unità; 30.000 euro per le unità facenti parte di edifici formati da oltre otto unità. Per avere diritto alle agevolazioni fiscali, il pagamento alla ditta o alle ditte coinvolte e quello per l’acquisto dei materiali vanno effettuati tramite un bonifico parlante, il quale deve rispettare una determinata dicitura. Se i soggetti interessati a ricevere i bonus sono più di uno, nel bonifico devono essere riportati i codici fiscali di ciascuna persona che usufruirà dei benefici.

Quanto costa installare un ascensore esterno?

I prezzi degli ascensori esterni variano in base ai materiali utilizzati per la costruzione, alle caratteristiche tecniche, alla velocità di sollevamento, ai piani da raggiungere, al tipo di tragitto da compiere, alle fermate intermedie, alle dimensioni dell’abitacolo e a seconda del motore di cui lo strumento è equipaggiato. Un ascensore esterno di media fattura ha un costo di base di circa 25.000 euro, ai quali vanno aggiunti circa 6.000 euro per ogni piano e 4.000 euro per i costi amministrativi da sostenere. A questi vanno aggiunti i costi per le opere edili che dipendono dal singolo intervento.

Gli ascensori esterni panoramici, ovvero quelli che montano almeno una parete in vetro, hanno un costo medio più importante, ripagato dallo splendido colpo d’occhio offerto. Prima di procedere con l’acquisto è bene sincerarsi riguardo alla durata della garanzia e al tipo di assistenza che si riceve in caso di problematiche.

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